Strenne golose: dove trovare la rara offella, pandori e torroni super e bontà siciliane
Caccia al panettone fatto ad arte
di GIACOMO A. DENTE
Dopo il cioccolato, proseguiamo la rassegna di dolci delizie per la tavola delle Feste. Parola d'ordine obbligata, la qualità artigiana, le grandi materie prime, magari con un pizzico di curiosità verso le innumerevoli specialità natalizie dell'inesauribile patrimonio regionale italiano.
Si può cominciare ad esempio con una sosta nella straordinaria "boutique" di Gianni Quaresima . Nella sua Arte della Sicilia (via dei Valeri 13), oltre a cassate e cannoli di bontà insuperabile, viene ancora preparato l'antico buccellato, un sublime impasto di fichi, mandorle, cannoli e cioccolato degno della tavola del Gattopardo. Per chi non vuole spostarsi da un classico che più classico non si può a Roma, niente di meglio che il classico pangiallo, che il Forno Colapicchioni (via Tacito 78) produce ancora coi criteri di una volta. Per panettone e pandoro - in un'offerta a dir poco sterminata - valgono l'assaggio quelli burrosi, ricchi, profumatissimi di Dario Loison , un star della pasticceria vicentina, "importati" nella Capitale da Franchi (via Cola di Rienzo, 200), ma anche quelli che prepara Claudio Desideri a Monteverde Vecchio (via Barrilli 66). Grandissima scelta di produttori lombardi e non di panettoni e pandori anche da Castroni (via Cola di Rienzo (196). E ancora, sempre nel tema, un panettone che è già un perfetto abbinamento alcolico. Proviene da Franco Ortalda di Chivasso, nel torinese, è godibilissimo nella sua aromatizzazione al Passito di Caluso e si può trovare all' Enoteca Beccaria (via Beccaria 14).
Sul piano dell'"oltre" nello sfizio di qualità, l'approdo del cuore è obbligatoriamente da Franco Achilli all' Enoteca al Parlamento (via dei Prefetti 15). Al di là dell'assoluto di vini e liquori e ghiottonerie salate, le seduzioni possibili passano dalla rara offella di Parona (variante lombarda del panettone), ai tozzetti toscani con grandi gocce di cioccolato fondente, ai mostaccioli col cioccolato fondente, ai babbini (dei piccoli wafer ricoperti sempre di cioccolato), alla sontuosa cotognata, per arrivare alle "virgole del sole", sublimi scorze di cedro, oppure di arancio, appena tuffate nel fondente. Altrimenti, col marchio dell'Enoteca, è tutto da provare il torrone, nelle sue varie declinazioni, compreso un tenero davvero sorprendente.
Un torrone molto buono, equilibrato, piacevole è anche quello doc di Camerino della Cioccolateria Paolo Francucci , reperibile da Treeffe (via Collalto Sabino 23), mentre i tifosi delle varie preparazioni al pistacchio e mandorle di derivazione siciliana non devono mancare i dolci di Corsino, centenario indirizzo di Palazzolo Acreide , fiero dell'uso esclusivo di materie prime isolane, che si trovano da Teichner (piazza San Lorenzo in Lucina). Tappa finale da due grandi indirizzi romani. Da Panella (via Merulana, 54), non solo per la selezione dei migliori dolci artigianali della tradizione, ma anche per la squisita offerta, ricostruita da ricette originali della pasticceria della tavola dei Cesari. E infine da Giuliani (via Paolo Emilio 67) nel cuore del quartiere Prati, per dei marron glacés davvero unici.
Il Messaggero, Lunedì 22 Dicembre 2003